di Beppe Bovo - Spesso viene denunciato il fatto che gli italiani (ma solo gli italiani?) dimenticano in fretta. Il Referendum sulla riforma costituzionale è stato un evento che, visto dalla parte del SI come dalla parte del NO, segnerà la società e la politica italiane per parecchi anni a venire. È giusto non smettere di guardarci dentro e di osservare come si muovono gli attori scesi in campo da una parte e dall’altra.

Un amico di Roma mi gira questo post fatto girare via facebook da uno che ha votato NO:

“Il voto del 4 dicembre non lascia dubbi, il No ha stravinto. E questo è di per sè un fatto politico di grande forza che conferma che elettrici ed elettori hanno ben compreso la posta in gioco e hanno deciso di partecipare al voto in massa invertendo la tendenza, che sembrava ormai cronica, all'astensione. Dopo il doveroso ringraziamento alle elettrici e agli elettori che con la loro partecipazione straordinaria, al di sopra di ogni previsione, hanno consentito la vittoria del No contro le deformazioni della Costituzione del governo Renzi e dopo le inevitabili conseguenze politiche che questa valanga di NO ha provocato, ora non ci deve essere nessun rompete le righe. Bisogna mantenere attivo e vitale il movimento che si è creato durante la campagna referendaria, occorre passare all’incasso della vittoria. Si era parlato di un’assemblea nazionale dei Comitati del NO da tenere il 21 gennaio 2017 a Roma per organizzare la nostra presenza e la nostra proposta: si sta lavorando per questa prima importante scadenza?

Si è prospettato e scritto subito dopo il 4 dicembre di una iniziativa di merito per l'attuazione della Costituzione e per identificare le singole modifiche necessarie a partire dall'articolo 81, la cui versione attuale è inaccettabile, con la collaborazione di autorevoli costituzionalisti, magistrati, giuristi, cittadini. A quando questa iniziativa, necessaria e sacrosanta? Ho ancora negli occhi il bel manifesto che sotto una grande scritta in rosso “Ci sono i NO che guardano al Futuro” c’era la foto di un giovane padre che innalzava un bambino sorridente e fiducioso con le braccia tese in avanti. Nei confronti di questo bambino abbiamo degli obblighi e con la vittoria del No ce ne siamo assunti di nuovi. Continueremo con i NO? il futuro si costruisce con SI chiari, coraggiosi e concreti, operativi e capaci di incidere. Li voglio vedere e subito: quel bambino cresce in fretta e dopo le battaglie generose e i grandi sogni vuole cambiamenti veri. Non diventiamo i professionisti del NO.”

I professionisti del NO, come del resto i professionisti del SI, brutte bestie! Occorre entrare nella mischia e nella melma, e sporcarsi ben bene le mani e magari anche la faccia, se si vuole veramente essere utili a tante vite, invertire il senso di tante storie, dare una verità fattuale a quel futuro a cui tutti guardiamo. Un generazione di giovani, giudicati arrivisti e pericolosi da molti, ci ha provato ed è stata bloccata. Azzoppata e più debole continua per la sua strada. Credo sia lecito aspettarsi un’altrettanta capacità di proposta all’altezza della situazione da chi ha vinto sbaragliando il SI. Perché a me sembra ch così si costruisca la democrazia, con le lotte e con i fatti.